Risarcimento malasanità: quando richiederlo

Secondo quanto previsto dalla carta dei diritti del malato, il paziente che si sottopone alle cure mediche ha diritto ad usufruirne nel massimo rispetto della sua incolumità. Per questo chi subisce un danno biologico ha il diritto a richiedere il risarcimento per la malasanità. Vediamo che documenti sono necessari per procedere e quali sono i tempi per riuscire ad ottenerlo.

Malasanità: cosa significa

Con il termine malasanità si intende un’evidente e dimostrata mancanza di conoscenza e/o abilità nella conduzione della pratica clinica. Più genericamente è un errore che provoca un danno al paziente che ha usufruito della prestazione sanitaria. Parliamo di malasanità in presenza di diversi fenomeni tra cui cure o interventi chirurgici superflui, inutili o dannosi, cattiva gestione della sanità pubblica (ad esempio tempi lunghi nelle cure e nelle prenotazione delle prestazioni), ma anche episodi di corruzione, speculazioni o di macchinari acquistati e mai usati. Ad essere soggetti a responsabilità medica sono le strutture ospedaliere, i medici e gli ausiliari sanitari.

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Malasanità: quali documenti procurarsi

Se si ha intenzione di chiedere un risarcimento danni per malasanità sarà necessario raccogliere tutta la documentazione necessaria da consegnare al medico legale, come cartelle cliniche, certificati, lastre, ricevute e scontrini per analisi o visite e risultati degli stessi. Egli, attraverso una perizia approfondita, avrà il compito di verificare se sussiste o meno il risarcimento per malasanità. In caso di dubbi ci si può affidare ad esperti del settore come Studio9 Risarcimenti Assicurativi. Il pool di professionisti vi accompagnerà attraverso i diversi step con unico obiettivo: il risarcimento del caso di malasanità.

Risarcimento malasanità: quali sono i tempi?

La prima fase dell’iter legale per chiedere il risarcimento danni all’ospedale è l’invio della diffida stragiudiziale. Al suo interno vengono esposte le singole responsabilità e si richiede alla struttura chiamata in causa di mettersi in contatto con il legale del paziente. Viene previsto in questo caso un ultimatum che va dai 7 ai 15 giorni per dare una risposta. Tuttavia i momenti successivi comportano una notevole dilatazione dei tempi. Infatti in caso di mancato riscontro si avvia il ricorso per accertamento tecnico preventivo (Atp) che prevede una durata media di un anno. La procedura di giudizio ordinario varia invece tra i 3 ed i 5 anni. Quindi per riassumere i tempi per il risarcimento in caso di malasanità a Milano sono ragionevoli per quel che concerne l’esercizio di mediazione, mentre intraprendere un processo civile può comportare attese ben più lunghe.

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